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H2O: intervista a Bruno Crastes e il punto di vista di Quantalys
25/06/2019 - Maria Letizia Perugini e Alexandre Prat
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Una ricerca di rendimento ad ogni costo

Gli ultimi anni hanno visto le banche centrali rilanciare l’economia attraverso un costante ribasso dei tassi di interesse; tendenza, questa, riaffermata ancora lo scorso 18 giugno con l’annuncio di un potenziale intervento nel caso in cui gli obiettivi di inflazione non vengano raggiunti.

Dal momento che i rendimenti stanno arrivando a toccare i minimi storici, gli investitori sono costretti ad orientarsi verso mercati meno liquidi, alla ricerca di rendimenti interessanti.

Si pone, quindi, la questione dei rischi insiti nei vari prodotti finanziari, in particolare il rischio di illiquidità.

Una tempesta in un bicchiere d’acqua?

Su questo tema il Financial Times ha pubblicato sul suo blog Alphaville un articolo che sottolinea il carattere illiquido dei fondi gestiti da H2O AM, società di gestione che ha messo la liquidità al centro della sua strategia e della sua immagine.

L’articolo richiama l’attenzione sugli investimenti realizzati su collocamenti privati da parte di Bruno Crastes e del suo team mettendo in evidenza un potenziale confitto di interessi tra Bruno Crastes e Tennor Holding, la società finanziaria di Lars Windhorst.

La società di gestione si è, quindi, difesa con un comunicato stampa nell’ambito del quale si evidenzia come questi investimenti costituiscano solo “il 5% del patrimonio netto per i prodotti più difensivi e circa il 10% per i prodotti con budget di rischio più significativi”. Tale operazione, poi, viene presentata come una strategia di diversificazione, tipica della strategia di investimento dei fondi H2O.

Natixis, che detiene il 49.99% del capitale di H2O AM, si è espressa sul tema dopo aver visto il suo titolo perdere quasi il 15% in borsa in due giorni e a ha chiesto a Bruno Crastes di uscire dal consiglio consultivo creato da Tennor Holding.

Uno scambio diretto con Bruno Crastes

In qualità di agenzia di rating indipendente sui fondi, Quantalys ha avuto un colloquio diretto con Bruno Crastes, per raccogliere la sua visione.

Crastes ha sottolineato la sua particolare attenzione verso le “obbligazioni illiquide ma ben calibrate” nei suoi fondi rispetto “alle obbligazioni classiche che presentano una falsa liquidità”. Non c’è, dunque, secondo lui “alcun problema di liquidità nell’immediato per i fondi H2O”.

Assicura, inoltre, di “essere in grado di far fronte a delle uscite nell’ordine di 1-2 miliardi di euro al giorno”. Riportando ancora le sue parole, “le uscite sulle obbligazioni illiquide sarebbero dunque in questo caso dell’ordine di 40–50 milioni di euro al giorno, ovvero un livello accettabile per il mercato e per gli investitori istituzionali in particolare”.

Per quanto riguarda l’impatto sulle performance, riconosce “che a breve termine le uscite e i meccanismi di swing factor possono pesare negativamente sulla performance”. D’altro canto, a medio termine, resta convinto che le performance resteranno positive. Infine, sul tema dei conflitti di interesse, Bruno Crastes spiega che la costituzione del comitato consultivo, e la sua nomina in seno ad esso, dovevano permettere di vigilare da vicino sugli investimenti effettuati da H2O AM attraverso l’intermediario di Tennor Holding e, quindi, “a difendere gli interessi degli investitori nei fondi H2O”.

Il punto di vista di Quantalys

È importante sottolineare che questi eventi arrivano in condizioni normali di mercato e che per il momento non ci sono rischi sistemici. Si tratta, ad oggi, di un evento micro economico legato a una società di gestione in particolare.

Si tratta, però, di uno spunto di riflessione interessante per ricordare alcuni criteri fondamentali quali l’importanza del controllo che i consulenti finanziari devono offrire per verificare nel continuo il grado di adeguatezza del portafoglio dei clienti rispetto ai loro obiettivi e rispetto al budget di rischio che hanno messo a disposizione.

Questo evento, inoltre, ci ricorda l’importanza della diversificazione di portafoglio, sia in termini di asset class, sia in termini di case di gestione, sia in termini di prodotti.

Altre società sono già state oggetto di operazioni di vendita in masse dei loro prodotti su archi temporali molto contenuti: basti pensare a GAM Asset Management (diminuzione di 2 miliardi sul primo trimestre 2019) o a Carmignac (diminuzione di 10 miliardi sul fondo Carmignac Patrimoine su un arco temporale di qualche mese).

Forte di queste due considerazioni consigliamo di controllare le esposizioni grazie ai tool Quantalys, per evitare una posizione eccessiva su un gestore/prodotto in particolare.

Da notare inoltre che H2O AM sviluppa dei prodotti molto più rischiosi rispetto alla loro categoria.

Il rating Quantalys

Infine sottolineamo che il rating dei fondi H20 non è stato sospeso dal momento che esso deriva da un'analisi quantitativa basata su elementi storici.

Le stelle Quantalys si basano su una metodologia esclusivamente quantitativa. Solo alcuni eventi come una pesante sanzione imposta da un organo di regolamentazione e controllo quale la Consob ci obbligherebbe a sospendere il nostro rating o a rimuovere un fondo dal nostro database. Nel presente caso, poiché non è stata rivelata alcuna frode, non abbiamo motivo di sospendere il rating dei fondi di H2O AM.

In un caso così specifico, comunque, la lettura del rating quantitativo deve essere completata da un’analisi qualitativa e da una visione globale del portafoglio.

Sebbene Bruno Crastes, fondatore di H2O AM, ci abbia garantito "di essere in grado di far fronte alle uscite nell'ordine da 1 a 2 miliardi di euro al giorno", un deflusso più forte su un periodo più o meno lungo è possibile nel prossimo futuro. Ciò potrebbe avere un impatto significativo sulle performance del fondo. Rimaniamo attenti all'evoluzione della situazione e non mancheremo di informare e di condividere le nostre analisi in caso di nuovi elementi.

 


Maria Letizia Perugini e Alexandre Prat Analyst presso Quantalys.

domenica 15 settembre 2019
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