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L'Osservatorio della gestione flessibile: analisi al 30/06/2018
30/08/2018 - Luigi Carta
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La nuova analisi dell'osservatorio dei fondi flessibili: secondo trimestre 2018.

 Il mercato azionario europeo e quello globale hanno recuperato le performance negative del primo trimestre dell’anno (rispettivamente pari al -4.59% e -3.914%) segnando un +4.34% e un +7.52%. Gli emerging markets, invece, proseguono il trend negativo dei primi tre mesi con un ulteriore – 2.73% che va ad aggiungersi al -1.28% del primo trimestre. I mercati obbligazionari risultano in rimonta con l’indice globale che segna +2.67% recuperando il -1.9% dei primi tre mesi dell’anno, per contro il mercato europeo perde il – 0.49% (nel primo trimestre aveva portato a casa un +0.73%).

 

 

 

 

 

 

 

       Grafico1 : I mercati azionari

        Grafico 2 I mercati obbligazionari

Sui mercati emergenti ha pesato l’incertezza politica dei diversi appuntamenti elettorali: la Turchia ha rieletto a grande maggioranza Erdogan che si presenta oggi con poteri decisamente rafforzati dopo l’approvazione, lo scorso anno, della riforma costituzionale; Il Messico ha optato per un populisimo di sinistra con ALMO e l’incertezza circa i rapporti con gli Stati Uniti di Trump è del tutto lecita; l’Argentina per arrestare il crollo del peso è riuscita ad accordarsi con il Fondo Monetario Internazionale per ottenere un finanziamento da 50 milairdi; il Venezuela convive con una inflazione galoppante che nel primo semestre dell’anno ha eroso dell’80% il potere d’acquisto delle famiglie. In generale tutte le valute emergenti sono in crisi e perdono terrono in quanto risentono sia del crollo delle materie prime ma soprattutto del rafforzamento del dollaro e dei rialzi dei tassi da parte della Fed. Nel Vecchio Continente il principale motivo di tensione è oggi l’Italia. Il Contratto di Governo dell’esecutivo Conte contempla una serie di misure quali flat tax, reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero la cui realizzazione richiede inevitabilmente maggior deficit e, dopo gli scontri sulla gestione dei flussi migratori, è probabile che ad Ottobre si assista ad un ulteriore braccio di ferro con Bruxelles per ottenere maggiori margini di manovra al fine di mantenere fede alle promesse elettorali. Il mercato guarda con attenzione alle vicende italiane: lo spread rispetto al bund tedesco, dopo aver toccato il massimo di 303 all’indomani della pubblicazione di una bozza del contratto che prevedeva l’uscita dall’euro e la cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico in seno alla BCE, si aggira ancora intorno ai 220 – 230 punti base. In aggiunta la guerra commerciale già avviata da Trump con la Cina in questi mesi si è rivolta anche all’Unione Europea con i dazi su acciaio e alluminio e con la minaccia di nuovi dazi a breve sul settore automobilistico europeo. Un presidente ormai del tutto imprevedibile che al grido protezionsitico di “America first”, a colpi di tweet mette in discussione gli equilibri mondiali e la società aperta. Inoltre si avvicina sempre più il termine per l’uscita del Regno Unito dall’UE e dopo le tensioni all’interno del governo May con le dimissioni del Ministro per la Brexit David Davis e del Ministro degli Esteri Boris Johnson (contrari ad una “soft Brexit” troppo acconsiscendente verso l’UE) si ritiene che l’uscita senza un accordo comunemente condiviso sia oggi più probabile di ieri.

 

Tralasciamo qui gli altri orizzonti temporali e soffermiamoci su quello a tre anni. La rankizzazione media rispetto alla Performance (tabella 1) e rispetto all’indice di Sharpe (tabella 2) vede il fondo H2O Multistrategies sempre nella prima posizione. La rankizzazione del beta (tabella3), come già è emerso nell’analisi più dettagliata relativa a questo indicatore, assegna il primo posto al fondo AZ F.1 European Tren e il secondo al fondo R Valor F che si è sempre caratterizzato per un trade off rischio – rendimento ottimale e inferiore solo a quello del fondo H2O.

           

       

Tutti i fondi che si trovano in alto nella classifica sia in termini di performance e sia in termini di Sharpe si sono visti assegnare un Rating Quantalys al 30/06/2018 di 5 stelle. Il fondo AZ F.1 European Trend A-AZ FUND EUR C ottiene invece una sola stella a causa di un beta bear superiore all’unità e un beta bull inferiore all’unità risultando meno reattivo di un mercato al rialzo ma più reattivo di un mercato orso. Il fondo Franklin Glb Fundmtl Strat A(D) EUR  si vede assegnata ugualmente una sola stella e risulta sempre meno reattivo del mercato di riferimento, sia al rialzo che al ribasso.

Per quanto riguarda invece la perdita massima riportiamo qui il grafico relativo allo score medio calcolato partendo dal max drawdawn che i fondi hanno registrato nei vari orizzonti temporali di analisi : il 35% dei fondi è più agressivo, il 34% è più prudente e il restante 31% si colloca nella media.


                            

                                      Grafico 3: Score max drawdown

La Categoria Flessibili Globale Euro nel secondo trimestre è stata la migliore con una perfromance cumulativa pari a +0.84% e seguita dal +0.46% dei Flessibili Europa. In negativo le categorie prudenti : Europa (-0.29%) e Globale (-0.21%).

                 

Lo studio completo è disponibile qui

 


Luigi Carta - Analyst and Sales presso Quantalys Italia.

martedì 23 luglio 2019
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